Storia di Cefalù
L'odierna città di Cefalù affonda le sue
radici in un passato remoto. Il suo antico nome infatti era il termine
greco Kephaloidion che vuol dire "capo", significato
riconducibile all'aspetto della conformazione rocciosa che
domina Cefalù.
Le origini della città non sono ancora
ben chiare ma si pensa che essa risalga al V sec. a.C., quando era
ancora un piccolo centro indigeno che cominciò a svilupparsi in seguito
al contatto con le popolazioni che
successivamente conquistarono ed amministrarono l'area. Come racconta lo
storico Diodoro Siculo, Cefalù inizialmente si alleò con i Cartaginesi
ma intorno al 307 a.C. fu conquistata dai siracusani e successivamente
dai Romani.
Grazie a Cicerone sappiamo che sotto il
dominio romano godette di un periodo di grande sviluppo e di una modesta
importanza. Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, in seguito al
clima di instabilità politica che si venne a formare, il centro si
trasferì nella zona più internata e sulla rocca, che faceva da forte
protezione.
Nell'Alto Medioevo la città fu
conquistata dagli Arabi, i quali però non lasciarono testimonianze
monumentali ma semplici abitudini, usi e costumi. Nel 1131 la città
tornò ad occupare la zona prossima al mare grazie all'opera del re
normanno Ruggero II che, riutilizzando la vecchia struttura urbanistica,
diede un ampio impulso urbano e monumentale a Cefalù, edificando prima
la chiesa di S. Giorgio e poi la ben nota Cattedrale.
In epoca moderna la città accomuna la
propria storia a quella dell'Italia in generale ed è doveroso citare,
tra i martiri del periodo risorgimentale che vollero fortemente la
libertà, Salvatore Spinuzza, fucilato in piazza Garibaldi.